La Scelta dell’Ente di Certificazione?

L’ Ente di Certificazione è un’organizzazione che verifica, dopo la scelta dell’azienda, tramite attività di audit, la conformità di un’azienda rispetto a regolamenti, norme , standard che devono essere applicati obbligatoriamente, o volontariamente, e che sono stati implementati nell’azienda stessa.

L’ente di certificazione è un’organizzazione indipendente e super partes ed opera a tutela del consumatore, può operare sotto accreditamento Italiano oppure estero riconosciuto tramite mutuo riconoscimento internazionale.

Gli enti di certificazione sono organismi presenti in tutto il territorio mondiale, e verificano la conformità a un’infinità di norme o standard sulla qualità, ambiente, safety, food safety, standard alimentari, e norme tecniche di prodotto e sostenibilità.

Le informazioni necessarie per la scelta di un ente di certificazione

Il processo di certificazione consta di due parti, la prima della quale se ne occupa il consulente, o figure preposte in azienda, le quali si occuperanno:

  • Effettuazione di un audit per verificare il gap per la conformità alla norma o norme da implementare che l’ente di certificazione dovrà valutare;
  • Pianificazioni delle azioni di implementazione per esaurire il gap con le norme scelte da implementare;
  • Implementazione della norma/norme tramite, definizione del contesto, analisi dei rischi, redazione ed applicazione di istruzioni operative, adeguamenti strutturali, formazione delle risorse e tutto quanto richiesto;
  • Selezione dell’ente di certificazione, effettuando una ricerca su quale ente sia più ‘appropriato’ per valutare e rilasciare la certificazione del sistema di gestione o standard che abbiamo applicato;
  • Effettuazione audit interno e riesame della direzione;
  • Pianificazione ed effettuazione della verifica da parte dell’ente.

La selezione dell’ente

La scelta di un organismo di certificazione è un aspetto fondamentale per un organizzazione in quanto devono essere valutati tutti gli aspetti che possono apportare un valore aggiunto alla verifica della norma o norme implementate ed al rilascio della certificazione, vediamo alcuni aspetti:

  • Referenze e competenza delle ente di certificazione da selezionare, grazie allo studio anche dei competitor, dei mercati ai quali ci interfacciamo, dalla visibile e riscontrabile esperienza storica dell’ente a livello nazionale ed internazionale sulla norma o norme da noi scelte;
  • Accreditamento delle ente per la norma e per il settore secondo la norma ISO 17021, dando un punteggio maggiore a quegli enti che sono accreditati secondo l’istituto nazionale, e per gli standard privati che abbiano i riconoscimenti necessari da parte dei proprietari del marchio, come per, lo standard Brc Ifs, Global Gap, Fssc 22000, Sa 8000, ed altri.
  • Riconoscimento, ovvero dove la valutazione e certificazione rilasciata sia riconosciuta e se ciò combacia con il nostro mercato;
  • Problematiche, se l’ente abbia avuto per questi schemi delle non conformità dall’ente di accreditamento, sospensioni, sugli schemi e sui settori di nostro interesse;
  • Attenzione al cliente, se l’ente si propone per incontrare l’azienda definendo una risorsa specifica, rilascia una volta firmato e definito il piano di certificazione, dichiarazione dell’avvenuta della stessa che non han valore ma risultato essere l’evidenza dell’intento aziendale di portare ad obbiettivo la certificazione aziendale;
  • Terzietà, se l’ente di certificazione si propone con propri consulenti e o direttamente con il personale atto alla valutazione;
  • Costi se l’ente redige dei preventivi spese comprese, ed ha la possibilità di avvalersi di valutatori su tutto il territorio per non gravare economicamente all’organizzazione;

Ente e consulente stesso obbiettivo ma squadra diversa

Anche se dovrebbe essere tutto chiaro, ancora oggi questo è un aspetto che mina la serietà del concetto di certificazione qualità e soprattutto di terzietà degli enti.

Il ruolo del consulente, o azienda che sia, rispetto all’ente di certificazione è un ruolo che anche se va nella stessa direzione, ovvero di concludere con successo un percorso di certificazione, va ed è obbligo che vada su binari diversi. Sul mercato odierno le criticità ed i comportamenti poco seri, che molte volte si rivelano vere e proprie truffe, da parte degli enti di certificazione possono essere riassunti:

  • Presentarsi come ente accreditato ma in realtà l’ente di certificazione risulta avere l’attestazione solo in talune norme e settori non comprendenti il nostro;
  • Lavorare con accreditamenti di enti di accreditamento esteri, riconosciuti si, ma deve essere sempre chiaro che tali enti non sono accreditati Accredia o dai proprietari dei marchi privati;
  • Proporsi per effettuare la consulenza sulle norme che in seguito andrebbe a verificate con situazioni amiche, aggirando con partite iva amiche, i principi di terzietà;
  • Inviare valutatori che in passato hanno avuto a che fare con l’organizzazione, come consulenti, addetti o management;
  • Non effettuare la verifica o inviare una checklist da riempire a distanza dall’azienda;
  • Accettare denaro in cambio di risoluzione di criticità, od offrire ricompense ai consulenti compiacenti per accordi su lavori poco etici.

Viste le criticità che possono essere riscontrate, l’organizzazione può vedere vanificare la validità delle attestazione e con essa decaduti i vantaggi che possono essere esclusione dai bandi, dalle catene di fornitura, e una verifica non oggettiva dell’azienda vero ed unico valore aggiunto di miglioramento dei processi ed asset aziendali. Quindi anche se sembra più facile, come dicono queste realtà ‘fare le ISO’, o più comodo non c’è una via più facile per programmare un serio lavoro che accresca e migliori l’azienda, ed è inutile rivolgersi a teli enti spesso neppure riconosciuti dai grandi committenti.

Devi scegliere l’ente di certificazione per far verificare la tua conformità ad una norma? Devi iniziare un nuovo programma di certificazione e necessiti assistenza? Contattaci!